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E' bene dirsi le cose come stanno. La frammentazione
dell'offerta, se da un lato è certamente una straordinaria
ricchezza, dall'altro corre il rischio di essere uno dei limiti
principali del comparto vitivinicolo italiano.
Competere ogni giorno, su ogni mercato, con attori di dimensioni
semplicemente incomparabili a quelle medie dei nostri produttori
è impresa nobile e meritoria ma, in molti casi, destinata
a non durare a lungo.
Un solo esempio per tutti: fra le società vinicole quotate
nei mercati azionari compaiono società francesi e spagnole,
tedesche e statunitensi, canadesi ed australiane, neo zelandosi
e sudafricane, cinesi e greche.
Nessuna è italiana. Dobbiamo dunque arrenderci e immaginare
un futuro di progressiva emarginazione della produzione vitivinicola
italiana? Noi pensiamo di no.
Pensiamo che un'altra strada sia possibile e percorribile, o quanto
meno esplorabile.
Quella di uno stretto coordinamento delle singole realtà
aziendali nei tanti campi in cui esso è possibile e spesso
opportuno.
A monte del processo produttivo, il controllo della qualità,
attraverso i Consorzi di tutela. In fondo alla filiera, il coordinamento
della promozione e della commercializzazione, attraverso realtà
come Vigneti di Puglia - Apulian Vineyards.
Sia chiaro, anche questa strada è tutt'altro che piana ed
agevole. Il coordinamento poggia sulla fiducia e questa si costruisce
nel tempo e si disperde in un attimo.
Ma noi di Vigneti di Puglia - Apulian Vineyards quella strada
vorremmo provare a percorrerla.
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